I nostri migliori progetti del 2020

Sebbene il 2020 sia stato un anno complesso sotto molti aspetti, Ziboni Technology ha continuato nella sua missione di fornire a parchi ed enti pubblici soluzioni efficaci per il contenimento e la gestione della fauna selvatica. Sono tanti i progetti che abbiamo avuto l’onore di seguire negli ultimi 12 mesi, e tra tutti abbiamo deciso di parlarvi di due casi studio che hanno permesso la riabilitazione di animali feriti nella città di Torino e la ricerca faunistica sui lupi degli Appennini. Eccoli nel dettaglio.

 

 

Riabilitazione degli animali feriti

In collaborazione con l’Oasi veterinaria Università di Torino

 

Dal 2020 il dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, sotto il coordinamento del prof. Quaranta, si è fatto carico della gestione dell’Oasi per la riabilitazione degli animali selvatici feriti con il supporto dei sanitari del CANC – Centro Animali non Convenzionali di Grugilasco, nell’ambito del progetto “Salviamoli insieme”[rif]. Ogni anno, nella città di Torino, oltre 3000 animali selvatici vengono ritrovati in situazioni di difficoltà da privati cittadini o da agenti faunistici e vengono curati al fine di mantenere viva la fauna autoctona del territorio. Visto il numero crescente di ritrovamenti, l’Università di Torino ha deciso di acquistare nuove voliere per rapaci e piccoli mammiferi, recinti per carnivori e box per rapaci, e ha scelto la qualità dei prodotti Ziboni Technology per essere certa di avere strutture solide per il contenimento degli animali che, al contempo, ne garantiscono il giusto spazio di movimento.

 

Per l’università di Torino, oltre alla fornitura di voliere, box e recinti, ci siamo occupati personalmente anche della progettazione e dell’installazione, garantendo un montaggio veloce, ma soprattutto preciso e accurato.

 

Ricerca scientifica sul lupo degli Appennini

In collaborazione con il Parco Gran Sasso e Monti della Laga

 

Negli ultimi due secoli il lupo è stato vittima di una spietata persecuzione da parte dell’uomo. Dopo essere stato uno dei principali animali delle montagne italiane, alla fine degli anni ’70 si stima che gli esemplari si fossero ridotti a solo un centinaio, rendendo necessaria una serie di progetti atti a preservarne la specie.

Nel 2015 è nato il progetto M.I.R.CO-Lupo – Minimizzare l’impatto del Randagismo canino sulla Conservazione del Lupo in Italia, che coinvolge il Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, Il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, Il Corpo Forestale dello Stato, la società Carsa Edizioni e Comunicazione di Pescara e l’associazione non profit Istituto di Ecologia Applicata di Roma.

Obiettivo del progetto è salvaguardare l’identità genetica del lupo, evitando la sua ibridazione con i cani vaganti, e potenziare il controllo di attività illegali, come bracconaggio e presenza di veleno sul territorio. Per far questo, il Parco Gran Sasso e Monti della Laga ha scelto di dotare i lupi con collari GPS della Ziboni Technology collegati a sistemi di tracciamento efficaci per il controllo della fauna selvatica sul territorio.

 

 

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